giovedì 19 settembre 2013

*Riso con Cavolo, Lenticchie, Bietola e Rape*

L'autunno è tornato. Io adoro l'autunno. Non lo amo più dell'inverno ma niente è come l'atmosfera che si respira quando l'autunno è nell'aria e tutto ricomincia; ancora non capisco perchè la maggiorparte delle persone fanno coincidere l'inizio dell'anno con il capodanno, e lo condensano in un giorno solo. Ad ogni modo,per me l'inizio degli inizi è sempre l'autunno,è sempre questo periodo dell'anno. 
Oggi ho iniziato il mio autunno  con un piatto inaspettato. non avevo deciso di cucinare, ma ho trovato troppe cose buone nell'orto per riuscire a farne a meno... ed ho improvvisato.. bisognerebbe sempre vivere più affondo ciò che ci si presenta come improvvisato infondo.
Va bene, evito di divagare come sempre e lascio la filosofia al mio prossimo esame, intanto ricetta:


Ingredienti:
100 gr di Riso (io avevo una qualità chiamata riso selvatico,molto buona!)
1/4 di Cavolo Cappuccio
50 gr di Lenticchie
4 o 5 Ravanelli ( Rape )
2 foglie di Bietola
1/2 Cipolla
4 Fiori di Zucca
1 cc di Curcuma
Salsa di Soia (shoyu)
Olio d'Oliva
Sale

Procedimento: 
Far soffriggere la cipolla e aggiungere prima i fiori di zucca tritati e poi il cavolo cappuccio. Intanto in una pentola a pressione far cuocere per venti minuti, il riso, le lenticchie (precedentemente messe in ammollo per almeno 5-6 ore) i ravanelli tagliati a tocchetti, e le foglie di bietola spezzettate. Una volta cotto il tutto,ripassarlo in padella e aggiustare di sale, mettendo pure un po' di curcuma e un cucchiaio scarso di shoyu.


sabato 17 agosto 2013

*Plumcake rustico Caffè,Nocciola&Cioccolato*

Rieccomi qua, finalmente con un dolce. 

Ingredienti:
200 gr di Farina di Farro
150 gr di Farina Integrale
100 gr di Zucchero di Canna grezzo e integrale (tipo dulcita)
2 cucchiai di Malto d'orzo
1 caffettiera di Caffè alla Nocciola e Cacao
1 bicchiere di Latte di Soia
2 cucchiai di Olio di Semi di Girasole
Cremor tartaro (15 gr)
Bicarbonato di sodio (mezzo cucchiaino)

Procedimento:
In una ciotola mescolare le farine, e lo zucchero di canna. Aggiungere i cucchiai di malto, l'olio di semi, il latte di soia e infine il caffè. Per ultimo mettere il cremor tartaro e un pizzico di bicarbonato,necessario per attivare la lievitazione. Per il caffè ho usato una miscela che contiene cacao amaro e le nocciole. Se non riuscite a trovare nulla di simile si può rimediare usando del caffè, aggiungere non più di due cucchiai di cacao, e altri due di nocciole tritate molto finemente. Ho infornato tutto a 180 gradi per 30-40 minuti.

Di solito i plumcakes mi escono sempre storti e gobbi, anche questo tanto lineare non è...
Magari ho semplicemente il forno inclinato, ma questa piccolezza mi è quasi sembrata una metafora su cui vale la pena posare l'attenzione: mi ricorda un libro che mi capitò di leggere, libro dove tanto bene uno dei protagonisti vive in una comune. A parte le circostanze del racconto, mi viene in mente una citazione:
"La perfezione mi sembra piuttosto innaturale,nelle cose mi piace che ci sia una piccola cosa stridente. Il particolare sgradevole invece di attenuare la perfezione ti permette di coglierla. E nelle persone? Non conosco persone perfette per mia fortuna"
Esattamente così, quel piccolo dettaglio stridente l'ho sempre sentito, c'è sempre stato qualcosa che non mi ha mai convinto, che mi ha fatto eternamente dubitare che il modo in cui ci hanno insegnato a vivere e guardare il mondo,avesse qualcosa sotto che non va. Che in realtà scricchiolasse e noi fossimo stati cresciuti per diventare sordi verso quello scricchiolio,educati a disprezzarlo per ignorare meglio. e so per certo che io non voglio vivere così. Dobbiamo prima di tutto accettare le nostre piccole e essenziali imperfezioni e imparare a guardarle per ciò che sono,apprezzarne l'autenticità,che è qualcosa di ben più saldo dell'ordine e dell'apparenza bella e precisa. Perchè questa imperfezione vale molto di più, è il succo della nostra vita,del vissuto e dell'esperienza, dell'emergere della nostra coscienza. Non potrò mai essere d'accordo,perchè non esserlo fa parte di ciò che sono, è qualcosa di radicato in me fin dal giorno zero,seppure ringrazio chiunque abbia avuto questa mia stessa attitudine,il fatto di averla dentro è dipeso solo e unicamente da me. Non permettere mai a nessuno di prendere il merito di averti fatto esser ciò che sei. Altrimenti non imparerai mai a credere in te stessa, e a lungo andare questo non ti farà crescere,ti porrà sempre dei limiti sui quali sbatterai ogni volta la testa. Ho sempre creduto in ciò che facevo,più che nelle mie capacità. E ho accettato di delegare a terze persone la stima che non riuscivo a darmi. Invece non va così,ci sono persone che durante il tuo percorso ti aiuteranno tantissimo e ti formeranno,ma sarà uno scambio reciproco,così come nessuno piove dal cielo,le persone si incontrano per affinità, ed io la base delle mie scelte,del mio modo di essere,la devo in primis a me stessa. Nessuno ha inventato ciò che ho dentro,semmai c'è chi mi ha aiutato a tirarlo fuori,ma devo riconoscere una volta tanto a me stessa i miei meriti, seppure sono cresciuta sentendomi sempre un'impedita, mi sono costruita il mio mondo di valori, ho inseguito e creduto le cose che amo, vivo ancora con l'anima,ed è così che voglio vivere il mio futuro. Nessuno mi ha mai regalato niente, e se ho ancora dentro me convinzioni che son rimaste saldamente radicate,è perchè così le ho cresciute,perchè così ero e così sono. Questo lo devo al mio modo di essere, e alla più grande delle mie passioni, a quella che ho sempre portato nel cuore e che continuo a tenere saldamente stretta,a quella che mi ha insegnato a vivere, e che è stata,è e sarà il filtro con cui guardo il mondo. Ed è grazie a questa se sono qui,adesso. Tutto il resto, come anche la cucina,tutto quello che di altro faccio non può che prendere la sua linfa vitale da qui,da come sono. E ringrazio ogni giorno queste imperfezioni stridenti che sono sempre state dentro me, e che ho inseguito fino ad ora. Non crederò mai alle immagini sterili, ai risultati perfetti e carenti di contenuto. A volte proprio quel piccolo dettaglio che ci sembra fuorviante è l'essenza delle cose, e ci hanno educato a non guardarlo, a cambiarlo, ridimensionarlo e omologarlo. Così,a meno che non vogliamo disimparare per salire, ci facciamo scivolare tra le vita la possibilità di guardare attraverso le crepe, di pettinare tutto quanto buttando via la vita quella vera. Di puntare il dito agli errori, quando a volte sono proprio le note stonate e gli errori ad essere le nostre più grandi occasioni. "non sono quelli gli errori,quella è vita, e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,quella vita su cento che alla fine si spacca. Io questo l'ho capito, Il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro..le sue piccole tristi biglie infrangibili.... e allora tu non smettere mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo [..] ci si vede tanta di quella roba, non smettere mai, e se un giorno scoppieranno,anche quella sarà vita, a modo suo."
Sono solo una persona che fa cose socialmente inutili, e studia pure cose altrettanto improduttive, ma non è un mio sogno sentirmi inquadrata.  Piuttosto voglio sentirmi realizzata amando le cose che faccio e vivendo,non esistendo. Circondandomi di quello in cui credo e non dell'approvazione,tanto meno da parte di un sistema con delle logiche che il più delle volte non condivido. Non mi interessa essere un plumcake dritto,per tornare in tema.

domenica 4 agosto 2013

Vegan'cheese'cake di Susine e Papaya



Ingredienti:
250 ml di Panna di soia
8 grammi di Agar Agar
10 Susine mature
Essenza di Vaniglia
3 Cucchiai di Sciroppo d'Acero
1 Cucchiaio di Malto d'orzo
20 ml di Olio di semi di Girasole
100 gr di Frollini Integrali
Marmellata

Per la base occorre polverizzare i frollini nel mixer, e aggiungere l'olio,impastando una base solida in una ciotola o in un recipiente che useremo per la torta. Snocciolate le susine mature e mettetele in un pentolino,fatte a pezzetti e aggiungendo pochissimo latte di soia. Cuocere fino a raggiungere il bollore. Attenzione a non eccedere coi liquidi, già le susine rilasceranno acqua e questo non sarà d'aiuto per la crema. Probabilmente grattugiare le susine è un'ottimo modo per privarle dell'acqua. Purtroppo ci ho pensato dopo, e per aiutare la solidificazione ho messo 8 grammi di agar agar,ben sciolto in un po' di latte di soia,a freddo,per evitare i grumi e poi ho aggiunto tutto alle susine e fatto bollire. A questo punto con il minipimer fate diventare le susine una crema compatta,alla quale aggiungeremo la panna di soia, l'essenza di vaniglia,lo sciroppo d'acero e il malto d'orzo. Stendere successivamente la crema sopra alla base e riporre in frigo per almeno 4 ore, se potete lasciarla una notte intera sarebbe l'ideale. Come ultima cosa, aggiungete uno strato di una marmellata a vostro gusto (io ho usato quella di papaya) e se volete qualche pezzettino di susina per decorare.


Questo dolce è nato in una sera in cui i miei pensieri ruotavano intorno a domande come 'quanto ci accontentiamo? quanto siamo insoddisfatti? quanto scartiamo le situazioni perchè le reputiamo impossibili?'. In preda a questi quesiti ho cercato di metter tutto da parte iniziando una torta alle una di notte, come se potessi metaforizzare l'impossibile in un dolce totalmente stravolto e con ingredienti atipici,ma che ha funzionato. Purtroppo con tutto il resto non funziona così. Nella vita le cose non vanno come in cucina e molto spesso quando una situazione è impossibile,non merita nemmeno tutta l'attenzione che gli stiamo dando,in realtà potrebbe essere una situazione assolutamente vuota,ma ben mascherata. In pochi casi le cose impossibili funzionano, tanto quanto funziona fare una cheesecake senza ricorrere a uova,latte,ricotta,mascarpone o chissà cos'altro. L'impossibile funziona solo in quei casi in cui dietro c'è qualcosa di veramente valido. Sono casi molto molto rari,e soprattutto questa presunta rarità non rende automaticamente tutte le situazioni impossibili delle situazioni speciali: anzi, la maggiorparte sono solo mediocri perdite di tempo, e io credo di essermi infilata dentro una di queste,con enorme sopravvalutazione. Ma questo non è un motivo per (in generale) considerare le proprie ambizioni come impossibili a priori, farlo è il peggior modo per autolimitarsi. Non si può partire accontentandosi già,per accontentarsi c'è sempre tempo, bisogna piuttosto credere in se stessi e seguire le proprie convinzioni,che a volte sono ben più azzeccate di tutte le paranoie e i timori che ci ricamiamo sopra. Forse.

martedì 23 luglio 2013

*Penne con Pesto cremoso ai Cetrioli*


Ingredienti:
100 gr di Penne (ho optato per quelle integrali)
1 manciata di Semi di Girasole
3 Cetrioli
1 spicchio di Aglio
Olio d'oliva (2 cucchiai circa)
20 foglie di Basilico fresco
1 cucchiaio di fiocchi di Lievito Alimentare
1 manciata di Pinoli
5 o 6 Noci
Sale

Questa ricetta è estremamente semplice: basta frullare tutti gli ingredienti a crudo in un mixer per qualche minuto fino a raggiungere una consistenza cremosa, e con la salsa ottenuta condire la pasta.
Quello nella tazza invece,è un'imitazione del gazpacho, ovvero una zuppa fredda con verdure crude,tipica della spagna,che ho mangiato una sera a casa di un'amica (Sugarless,per la cronaca :P). La mia versione è molto approssimativa, fatta con ciò che avevo al momento e con i gusti che mi sembrava di ricordare. E' a base di barbabietole,mais, aceto di mele, aglio,qualche foglia di basilico, sugo di pomodoro e un pizzico di sale. Di solito si usa pure il pane raffermo per il gazpacho,quindi se volete una ricetta precisa credo non sia questo il posto adatto..tuttavia era buono, forse non era così fedele all'originale ma a me è piaciuto. Poi c'è chi non ha capito niente,come mia madre, e ha deciso di usarlo a mò di ketchup sulla frittura ...


domenica 21 luglio 2013

VeganPicnic al Subasio&qualche riflessione..



Rieccomi qui col resoconto di un altro veganpicnic... :)
Sono molto contenta di come stanno andando questi raduni. Sono esattamente ciò che avevamo desiderato quando Sugar Less e io abbiamo deciso di iniziarli... un'ottima occasione per socializzare,per avvicinarti a persone affini, per confrontarsi sulle proprie idee e visioni..
Tutto questo sta riuscendo. Per essere Perugia una piccola realtà, sono molto contenta dell'interesse e che si sta riscontrando.. non conta essere venti persone,conta la qualità di questi momenti di incontro.



Oggi mi sento ispirata e voglio scrivere una piccola riflessione,credo sia la carica positiva che mi ha lasciato la giornata passata al vicnic, a farmene parlare. Mi piacerebbe anche raccontarvi cosa c'è dietro a questi nostri incontri,ma queste cose non le possono raccontare degli scritti o delle foto,bisogna trovarcisi per capire. Sarà che non mi piace rischiare di sembrare una persona che vuole indottrinare gli altri,ma taccio molto spesso, anche se questo talvolta comporta omettere le proprie motivazioni.
A volte invece,è il momento di fermarsi a riflettere e buttarle fuori: non ho mai scritto davvero qualcosa sul perchè cucino,perchè sono solo piatti vegani, e cosa c'è dietro; cucinare per me è diventata una passione, un'espressione creativa che si è inserita insieme ad altre che già facevano parte della mia vita,ma prima di interrogarmi su queste questioni non era nulla di tutto ciò.  Si da attenzione a molte cose oggi come oggi, ma troppo spesso non si riflette su uno dei consumi più diffusi e più frequenti e quotidiani che tutti facciamo... forse uno dei più incisivi che abbiamo a disposizione: non sempre si da attenzione al cibo. Il cibo non è solo una necessità, così come non è solo un piacere. Il cibo spesso è una scelta, una scelta critica,volente o nolente lo è. Ci sono tanti di quei processi dietro al cibo...
Per me si tratta di sostenere uno stile di vita piuttosto che un altro, è sceglierne consapevolmente uno invece di subirne un altro che non ci appartiene, sul quale non avevamo mai riflettuto a fondo forse. Credo siano sempre state le domande dei consumatori a creare un certo tipo di offerta, tant'è vero che siamo tutti studiati, controllati, seguiti, per capire i nostri gusti, e dirigerli, per influenzare ricerche di marketing,quando forse dovremmo essere noi a fare una scelta connotativa, a dettare nuovi principi,dimostrarli anche nell'abituale,nel giorno per giorno... Un documentario che guardai una volta (Food inc) disse che noi partecipiamo tutti i giorni a un sondaggio ogni volta che mettiamo un oggetto nel nostro carrello della spesa, e compriamo. Io ne sono fermamente convinta, e questo è uno dei motivi che mi ha spinto a diventare vegana, a compiere una scelta e un percorso, che nel tempo ha preso altre sfumature... per me essere vegano oltre ad un rispettabilissimo motivo etico nei confronti di animali e ambiente(e quindi anche persone),è consumare più prodotti possibili dalla terra, acquistare il più possibile dai coltivatori,dai mercati locali di contadini,dai gruppi di acquisto e avendone le possibilità,coltivarsi il proprio cibo, o autoprodurre.  Vedo un solo meccanismo di sfruttamento, che si tratti di modi di produzione,di logiche di consumo,che si tratti di animali o uomini, o meglio di "animali umani e non umani". Non è importante fare tutto al 100%, così come non si arriva a certe posizioni con uno schiocco di dita, ma è ugualmente importante fare la propria parte... "fai la tua parte,anche le piccole cose contano, un'azione oggi e anche nei giorni a venire fa parecchia differenza" ..questa era una frase dell'Earth Day del 2011. Si fa troppo poco spesso il collegamento tra ambiente cultura  società,e cibo; eppure è un fatto che accade tutti i giorni,più volte al giorno. Oltre ad avere un rilevante peso sociale, il cibo mette in contatto natura e cultura, e mangiare può essere un atto per esprimere un proprio pensiero etico; Il tentativo di convertire la società verso un orientamento più sostenibile è un cambiamento profondo, e dipende da noi, è inattuabile senza il miglioramento del nostro stile di vita. Le cose da dire a proposito sarebbero davvero molte...molti ideali per me si sono intrecciati tra loro in questi ormai due anni, ed è come se da sempre fossero stati in attesa di emergere,se ora pian piano molti tasselli del puzzle si collegassero...ma preferisco trattare di queste cose in modo più proficui ed attivi, portarle fuori,più che scriverne qui. E' chiaro che non sono queste scelte l'unico modo per "attivarsi", ma perchè non dovrei dare coscienza a ciò che faccio tutti i giorni,visto che è un'azione che comporta delle conseguenze? Perchè invece dovrei dare consenso a schemi che non condivido? Ho sempre avuto la convinzione che le cose si possano cambiare, o che in ogni caso non si può restare inermi e passivi, non si può non dissentire. E da questo dissenso personale,creare situazioni migliori,contenuti migliori...
Come diceva Bertrand Russel:
"Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire,di porvi domande, di mettere in discussione l'autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettere di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perchè il dissenso è un'arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non cresce mai."

domenica 14 luglio 2013

Pasta Frolla di Farro con crema Zucca&Cocco


Mancano poche ore alla merenda del vicnic. Ho deciso di sperimentare una pasta frolla di farro, Vi lascio al volo la ricetta e scappo! :)
Ingredienti:
400 grammi di Farina di Farro integrale
120 ml di Olio di semi di Girasole
1 bicchiere di Latte di Soia
150 gr di Zucchero integrale di Canna
1 pizzico di Sale
1 cucchiaio di Essenza di Vaniglia
2 cucchiai di Amido di mais
1 cucchiaino di Cremor tartaro

300 gr di Zucca Dolce (tipo butternut)
2 cucchiai di Marmellata di Zucca splash (se non ne avete potete aggiungere altri 100 gr di zucca)
1 buccia di Arancio
1 cc di Cannella
200 ml di Latte di Cocco
2 cucchiai di Sciroppo d'acero
2 cucchiai di Farina di Cocco (facoltativa)

Il procedimento è molto semplice, per la pasta frolla vanno mescolati gli ingredienti secchi a quelli liquidi, e va formata una bella palla compatta da avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo per almeno un'ora. Tagliate intanto la zucca a pezzetti e infornatela a 200 gradi per circa 40 minuti, lasciatela poi raffreddare. A questo punto con una forchetta sgranate la zucca separando la polpa dalla buccia, aggiungendo poi il cocco, lo sciroppo d'acero, la farina di cocco, la cannella e la buccia d'arancia. Infine se li avete mettete due cucchiai di marmellata. Mescolate bene. Oliate la teglia e stendete un pezzo alla volta, la pasta frolla, schiacciandola con le mani e rivestendo bene i bordi. Mettere la crema all'interno e infornare per mezz'ora a 180 gradi!

questo è il mio gatto...che durante le foto chiedeva in elemosina un po' di dolce!

mercoledì 3 luglio 2013

Secondo Raduno del Veganpicnic!

Questa domenica c'è stato il secondo raduno del V-icnic, lungo la riva del Tevere. E' stata una belissima giornata,il tempo è stato dalla nostra parte,la compagnia era ottima,ed il cibo squisito. Dopo aver mangiato (tanto per non smentirsi mai) ci siamo messi scalzi e rilassati all'ombra delle piante. Eravamo in 6, 7 con il mio cane che è entrato in "modalità nutria" e in simbiosi con il fiume! Nel tavolino c'erano una macedonia con frutta e basilico, un tortino di miglio,zucchine e pomodori, della focaccia con seitan,salsa di carote e vegrino, il salame di cioccolato, la torta al testo e un'insalata di quinoa con germogli di girasole! e immancabili,le more di gelso!